PROGETTO SOS PATRIMONIO

A cura di: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia (Soprintendente arch. Cristina Bartolini; dott. Rossana Vitiello); Segretariato regionale del MiC per la Liguria (arch. Marta Gnone); Liceo Classico Doria, Genova (prof. Matilde Fassio)

Venerdì 29 Aprile 2022 si è svolta presso l’Abbazia di San Giuliano la seconda simulazione del recupero di beni culturali in situazione di emergenza.

Il Progetto SOS Patrimonio, organizzato dagli Uffici del Ministero della Cultura con il coinvolgimento attivo della Scuola superiore di secondo grado e dell’Associazione di volontariato “Proteggere Insieme”, nasce con la volontà di sensibilizzare gli studenti delle classi quinte del Liceo Classico Andrea D’Oria di Genova alla tutela del patrimonio, partendo dall’Articolo 9 della Costituzione. L’iniziativa può essere considerata la prima esperienza in Italia che ha visto le Istituzioni dello Stato preposte alla tutela impegnarsi attivamente in un percorso didattico sulla salvaguardia del patrimonio culturale in emergenza, rivolgendosi alle giovani generazioni per una maggiore sensibilizzazione verso i problemi della fragilità del nostro patrimonio; una proposta importante che può diventare un modello da utilizzare in futuro per coinvolgere altri Istituti scolastici del territorio.

All’interno del Progetto, dopo la prima esperienza sul campo realizzata a novembre 2021, particolarmente stimolante è stata la simulazione organizzata venerdì 29 aprile dalle ore 9 alle ore 14.00,su richiesta degli stessi studenti, nel corso della quale una classe Quinta del Liceo Doria (24 studenti) è stata coinvolta nel recupero del beni storico artistici collocati all’interno della chiesa di San Giuliano, in Albaro, a Genova, che devono essere messi in salvo a seguito di un ipotizzato evento calamitoso (nubifragio/ frana).

Grazie alla collaborazione con la Associazione di Protezione Civile, i ragazzi hanno avuto in dotazione caschetti di protezione, guanti, pettorine, e la strumentazione per poter imballare le opere recuperate nella chiesa (carta a bolle, metri, macchine fotografiche per le fotografie, schede ministeriali per la catalogazione dei beni). Le opere recuperate (trattandosi di una simulazione le opere sono simulacri di finzione e quindi di non interesse culturale) sono state portate nel chiostro dell’Abbazia e sono state dagli studenti misurate, fotografate, schedate (riportando all’interno di appositi moduli tutti i dati necessari per il riconoscimento), avvolte con materiale di protezione e portate in un deposito sicuro all’interno dell’edificio. Naturalmente tutte le operazioni sono avvenute sotto la supervisione del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, dei funzionari del Ministero della Cultura e con la collaborazione della Associazione volontari di Protezione Civile “Proteggere insieme”.