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NUOVI INDIRIZZI POSTA ELETTRONICA ORDINARIA e CERTIFICATA

Si comunica che dal 25 agosto 2022 saranno attive le nuove caselle di Posta Elettronica Certificata (PEC) e verranno dismessi gli indirizzi con dominio @mailcert.beniculturali.it.

I nuovi indirizzi PEC dal 25 agosto 2022 saranno pertanto:

  • sabap-met-ge@pec.cultura.gov.it (Soprintendenza Genova – Spezia)
  • sabap-im-sv@pec.cultura.gov.it (Soprintendenza Imperia-Savona).


A causa degli interventi necessari per la configurazione delle nuove caselle, nella medesima giornata del 25 agosto, dalle ore 8:00 fino al completamento delle operazioni, il servizio PEC delle Soprintendenze verrà temporaneamente sospeso, ed i messaggi eventualmente inviati e/o ricevuti non saranno accettati e consegnati alle caselle di destinazione.

Fino al 31 dicembre 2022 tutti i messaggi di posta ricevuti sulle caselle @mailcert.beniculturali.it saranno reindirizzati automaticamente sulla nuova PEC ed il mittente riceverà una risposta automatica contenente l’invito ad utilizzare, per i successivi invii, la nuova mail con dominio @pec.cultura.gov.it.

Dal 24 giugno 2022 sono invece attive le nuove caselle di posta elettronica ordinaria del Ministero della Cultura con dominio @cultura.gov.it, in sostituzione del precedente dominio @beniculturali.it.

Fino al 15 gennaio 2023 tutti i messaggi di posta elettronica ordinaria inviati su dominio @beniculturali.it saranno comunque reindirizzati automaticamente sulla nuova PEO ed il mittente riceverà una risposta automatica contenente l’invito ad utilizzare, per invii successivi, la nuova mail con dominio @cultura.gov.it.

PNRR M1C3 Cultura – PROROGA BANDO TUTELA E VALORIZZAZIONE DELL’ARCHITETTURA E DEL PAESAGGIO RURALE

Oltre 15 milioni di euro per interventi nel territorio della Regione Liguria – scadenza domande PROROGATA AL 30 SETTEMBRE

Segnaliamo che è stata prorogata al 30 settembre la scadenza dell’avviso pubblico della Regione Liguria in merito alla presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale, nell’ambito dell’investimento “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”: si tratta di 15.272.009,68 di euro messi a disposizione dal P.N.R.R. (il valore complessivo dell’intervento ammonta a 600 milioni di euro) e che il Ministero della Cultura ha ripartito tra le regioni con decreto n. 107 del 18 marzo 2022.

In particolar modo il bando mira a:

📌preservare i valori dei paesaggi rurali storici attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni della cultura materiale e cultura immateriale, mantenendo e ripristinando la qualità paesaggistica dei luoghi attraverso il recupero di manufatti rurali (originariamente destinati a scopi abitativi, produttivi e religiosi) e delle loro aree esterne di pertinenza, che nel corso del tempo hanno subito un progressivo processo di abbandono e degrado;

📌promuovere la creazione di iniziative e attività legate sia ad una fruizione turistico-culturale sostenibile, sia alle tradizioni e alla cultura locale;

📌migliorare la qualità paesaggistica del territorio nazionale e favorire il trasferimento di buone pratiche, con soluzioni innovative e tecnologiche in merito anche all’accessibilità per persone con disabilità fisica e sensoriale.

Il contributo concesso potrà ammontare fino ad un massimo di 150.000,00 euro (come forma di cofinanziamento per una aliquota dell’80%); qualora il bene fosse oggetto di dichiarazione di interesse culturale il contributo verrà portato al 100%, fermo restando la soglia massima di 150.000,00 euro totali.

Possono presentare domanda di finanziamento persone fisiche e soggetti privati profit e non profit, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, enti del terzo settore e altre associazioni, fondazioni, cooperative, imprese in forma individuale o societaria.

L’Avviso pubblico approvato dalla Giunta regionale con la delibera n.346 in data 21 aprile 2022 dispone che le domande possano essere presentate, sul portale di Cassa Depositi e Prestiti all’indirizzo: https://portale-paesaggirurali.cdp.it/, termine prorogato alle ore 16:59 del 30 settembre 2022.
Sul sito di Regione Liguria, all’indirizzo https://www.regione.liguria.it/homepage/cultura1/cultura-competenze/pnrr-cultura/pnrr-cultura-2-2.html è scaricabile il testo dell’Avviso pubblico e i modelli per la presentazione delle domande.
All’indirizzo https://www.regione.liguria.it/homepage/cultura1/cultura-competenze/pnrr-cultura/pnrr-cultura-2-2/faq-pnrr-cultura.html sono pubblicate le risposte ai quesiti pervenuti.

Gli interventi di tutela e valorizzazione dei paesaggi rurali storici potranno interessare immobili, appartenenti alle tipologie di architettura rurale puntualmente descritte di seguito, per i quali sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale con corrispondente decreto ministeriale ai sensi del decreto legislativo n.42/2004 ovvero che abbiano più di 70 anni e siano censiti o classificati dagli strumenti regionale e comunali di pianificazione territoriale e urbanistica.

I medesimi interventi potranno, inoltre, riguardare spazi aperti di pertinenza degli insediamenti rurali e aree produttive agro-silvo-pastorali che si caratterizzano come componenti tipiche dei paesaggi rurali tradizionali.

Le tipologie di architettura rurale sono individuabili negli edifici ed insediamenti storici che siano testimonianze significative della storia delle popolazioni e delle comunità rurali, delle rispettive economie agricole tradizionali, dell’evoluzione del paesaggio. Rientrano in questa definizione:

  1. edifici rurali: manufatti destinati ad abitazione rurale o destinati ad attività funzionali all’agricoltura (mulini ad acqua o a vento, frantoi, ecc.), che abbiano o abbiano avuto un rapporto diretto o comunque connesso con l’attività agricola circostante e che non siano stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico-costruttive e nei materiali tradizionali impiegati
  2. strutture e/o opere rurali: i manufatti che connotano il legame organico con l’attività agricola di pertinenza (fienili, ricoveri, stalle, essicatoi, forni, pozzi, recinzioni e sistemi di contenimento dei terrazzamenti, sistemi idraulici, fontane, abbeveratoi, ponti, muretti a secco e simili)
  3. elementi della cultura, religiosità, tradizione locale: manufatti tipici della tradizione popolare e religiosa delle comunità rurali (cappelle, edicole votive, ecc.), dei mestieri della tradizione connessi alla vita delle comunità rurali, ecc.

Non sono ammissibili le operazioni riguardanti beni localizzati nei centri abitati.

Protocollo d’intesa per la conservazione e la valorizzazione di Botteghe Storiche, Locali di Tradizione ed Esercizi di Pregio del Comune di Chiavari

Il 06 aprile 2022 a Chiavari è stato firmato il


Protocollo d’intesa per la conservazione e la valorizzazione di Botteghe Storiche, Locali di Tradizione ed Esercizi di Pregio del Comune di Chiavari


tra il Segretariato Regionale per la Liguria, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria, il Comune di Chiavari, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Genova, Confcommercio, Confesercenti, CNA, Confartigianato, ASCOM Confcommercio Delegazione di Chiavari e Assogriazione Artigiani della Provincia di Genova.

Genova, Loggia di Banchi: eccezionali scoperte archeologiche durante i lavori per il Nuovo Museo della Città

Grazie ad un intervento finanziato dal Ministero della Cultura, promosso dal Segretariato Regionale per la Liguria e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città di Genova e la provincia di La Spezia, negli ultimi mesi del 2021 importanti rinvenimenti archeologici sono emersi nel corso dei lavori avviati all’interno della monumentale Loggia dei Banchi per la realizzazione del Museo della Città. 

Un’anteprima video degli scavi archeologici all’interno della Loggia dei Banchi a Genova.

Ad oggi il cantiere di scavo condotto dalla Soprintendenza ha messo in evidenza due isolati della città medievale, sepolti al momento della costruzione della Loggia nel 1595, separati da vicoli e fiancheggiati da un’antica strada, corrispondente all’attuale via degli Orefici. L’eccezionalità del rinvenimento consiste nello straordinario stato di conservazione degli ambienti, sigillati al momento dell’abbandono: una bottega e un fondaco, conservato con elevati che superano i 3 m di altezza. Al loro interno le strutture di approvvigionamento idrico (condutture, canalizzazioni, pozzi e cisterne) e gli apprestamenti per le attività commerciali e artigianali (banconi che sostenevano tavolati di lavoro e di stoccaggio delle merci). La lettura delle stratigrafie murarie consente di valutare come il primo impianto medievale possa risalire già alla metà del XII secolo, cui seguirono successive modifiche e ristrutturazioni fin quasi al momento della demolizione alla fine del ‘500.

La ricerca d’archivio, ancora in corso, ha consentito di individuare la proprietà degli immobili appartenente ad antichi gruppi nobiliari (gli Usodimare, i De Nigro e gli Imperiale), e ricostruire la maglia insediativa di questo specifico settore della città, centro della vita economica e finanziaria, con le attività dei notai, dei cambi valuta e le vendite pubbliche all’asta, tra cui le famose compere del Banco di S. Giorgio.

La Soprintendenza sarà impegnata nella prosecuzione delle indagini archeologiche, negli ulteriori studi e nelle opere di restauro anche nei primi mesi del 2022, per agevolare, insieme al Comune, l’affinamento di ipotesi progettuali che permettano di salvaguardare e rendere fruibile questa nuova affascinate area archeologica all’interno del percorso del Museo. Per la realizzazione della campagna diagnostica, finalizzata alla determinazione dello stato conservativo, ci si avvarrà anche della collaborazione dei laboratori scientifici dell’ARPAL – Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure.

Si tratta di un sito medievale di grande valore, collocato in un contesto urbano eccezionale, che lascia presagire ulteriori nuove e interessanti scoperte che permetteranno di arricchire la storia della città nelle epoche più remote: dagli scavi emergono infatti le prime strutture e i livelli di vita di epoca romana, ricchissimi di frammenti di anfore provenienti dalle navi che attraccavano in porto, testimonianza preziosa di come la zona di Banchi attraverso i secoli abbia svolto il fondamentale ruolo di crocevia strategico tra il porto e la città.

Il Museo della Città di Genova, fortemente voluto e diretto dal Comune, è finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo; la scelta della sua collocazione al centro del comparto storico medievale, all’interno della monumentale Loggia di Banchi, evidenzia chiaramente il ruolo di fulcro e snodo dei percorsi culturali genovesi che si vuole attribuire a questa nuova realtà espositiva. La scoperta al suo interno di uno straordinario complesso archeologico è stata da subito interpretata come un’eccezionale opportunità di accrescere il potenziale attrattivo del Museo: è stato pertanto immediatamente istituito un tavolo tecnico tra Segretariato, Soprintendenza, Comune, Regione e progettisti incaricati per la definizione di uno specifico Accordo di Valorizzazione tra gli Enti competenti e l’istituzione di un Comitato scientifico per la progettazione del nuovo intervento espositivo.

Prima che il cantiere della Soprintendenza riprenda per completare i lavori di approfondimento e restauro necessari alla musealizzazione del sito, il Ministero della Cultura e il Comune, con la condivisione di Regione Liguria, hanno voluto offrire la possibilità di ammirare in anteprima questo affascinante spaccato della vita di Genova nel Cinquecento nelle giornate dal 17 al 19 febbraio 2022.

«Dagli scavi di cantiere nella Loggia di Banchi è emerso un affascinante sito archeologico. Un vero tesoro custodito nella Genova sotterranea, che i cittadini potranno visitare e apprezzare prima che riprendano le opere per la realizzazione del Museo della Storia della Città, che sarà un luogo iconico di auto rappresentazione urbana, contenitore di un passato ricco di gloria e di spirito di iniziativa. Un posto dove i turisti potranno scoprire chi siamo, mentre i genovesi riscopriranno chi eravamo nel passato, per capire chi vogliamo essere nel futuro» commenta Barbara Grosso, assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova. 

«Abbiamo creduto subito, lo scorso agosto, al valore di questa scoperta» dichiara Ilaria Cavo, assessore alla Cultura di Regione Liguria «Oggi è importante che si dia una possibilità di godere di questa visione ai cittadini e a coloro che vorranno prenotarsi alle visite che, seppur contingentate, daranno il senso di cosa diventerà questo luogo con la possibilità di vivere la storia di Genova nei secoli dall’età romana ad oggi in una stratificazione unica». E prosegue: «Ringraziamo il lavoro congiunto di Segretariato Regionale e Soprintendenza per aver sostenuto gli scavi, il Comune di Genova per aver adeguato il progetto del Museo della Città dopo questo straordinario ritrovamento. Regione Liguria è stata al fianco di questo progetto nei rapporti con il Ministero della Cultura, un Ministero che dimostra un’attenzione speciale per i progetti museali che questa città ha saputo e sa proporre, dalla Casa dei Cantautori al MEI-Museo Emigrazione Italiana fino al Museo della Città: qui, alla Loggia di Banchi ci sarà sicuramente uno sguardo verso l’alto, ma anche verso il basso, a questo percorso straordinario nei secoli per il quale Regione ha dato da subito la disponibilità ad entrare nell’accordo di valorizzazione insieme alla rete dei soggetti coinvolti, il Mic con le sue rappresentanze territoriali, il Comune di Genova e Compagnia di San Paolo». 

«La nostra Fondazione opera per valorizzare le identità culturali e creative di ogni territorio e per renderlo più fruibile e attrattivo nei confronti del turismo» – dichiara Alberto Anfossi, Segretario Generale della Fondazione Compagnia di San Paolo «Il Museo della Storia di Genova e l’importante recupero della Loggia della Mercanzia rappresentano un’opportunità di crescita sia per la città sia per le persone che la abitano e che lo sceglieranno come spazio in cui far nascere nuove occasioni di conoscenza, di lavoro e di sviluppo. Collocato fra il porto antico e la stazione ferroviaria principale, il Museo è localizzato di fronte alla chiesa di San Pietro in Banchi; già sede di eventi e mostre temporanee, con questo progetto diventerà istituzione culturale cittadina di riferimento. E’ con questa convinzione che abbiamo accettato di affiancarci alla Città di Genova nella realizzazione di un bene comune, un Museo, che ne racconti la storia: perché anche le prossime generazioni possano beneficiare di questa ricchezza, perché pensiamo possa essere un elemento identitario per i cittadini e di attrattività per i visitatori, perché – infine – riteniamo sia un’occasione per mostrare come la ridestinazione e recupero di un bene possano creare le condizioni per offrire una visione sostenibile della cultura, da un punto di vista economico e sociale».

Concorso Ripam per selezione di 2293 unità di personale, da destinare presso: Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero dell’interno, del Ministero della cultura e dell’Avvocatura dello Stato

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, 4° serie speciale concorsi ed esami n. 104 del 31.12.2021, il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di complessivi 2293 posti di personale non dirigenziale di area seconda, a tempo indeterminato, da inquadrare nei ruoli della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero dell’interno, del Ministero della cultura e dell’Avvocatura dello Stato.

La domanda di ammissione al concorso potrà essere inviata a partire dalle ore 12,00 del 7 gennaio 2022 . La candidature deve essere presentata esclusivamente per via telematica, compilando l’apposito modulo elettronico sul sistema “Step-One 2019”, raggiungibile sulla rete internet all’indirizzo https://www.ripam.cloud.
Le candidature dovranno essere presentate entro le ore 14.00 del 7 febbraio 2022.

Per il Ministero della Cultura in particolare sono messi a bando:

 n. 334 posti di assistente amministrativo Area Seconda F2
 n. 100 posti di assistente informatico Area Seconda F2

CONNESSIONI. Oggetti, saperi, parole, culture e civiltà Convegno Scientifico Internazionale nel ricordo di Filippo Maria Gambari a due anni dalla sua scomparsa Museo delle Civiltà, Roma (novembre 2022) – I CIRCOLARE

La figura di Filippo Maria Gambari, per trent’anni Funzionario Archeologo in Piemonte, Soprintendente Archeologo in Liguria, Emilia-Romagna e Lombardia, Segretario Regionale della Sardegna e da ultimo Direttore del Museo delle Civiltà, prematuramente scomparso, verrà ricordata nell’ambito del Convegno a lui dedicato che si terrà a Roma nella sede del Museo delle Civiltà nel novembre 2022 (le date, comprese tra 14 e 19, saranno comunicate nella II circolare).


L’intento è quello di omaggiare lo studioso, il collega, il Dirigente sempre pronto all’ascolto e disponibile al consiglio e alla collaborazione.
Instancabile nella ricerca, sempre accanto a chi lavorava con lui, sempre disponibile a trasmettere il proprio sapere e la propria competenza, in particolare alle generazioni di studiosi più giovani, amava condividere la sua passione e il suo entusiasmo. La sua profonda cultura e il suo desiderio di conoscere lo hanno portato ad affrontare tematiche diverse e apparentemente molto distanti tra loro. Sebbene i suoi interessi e i suoi studi si siano concentrati prevalentemente sulla protostoria italiana, sulla storia della paletnologia, sull’arte rupestre e sulla normativa dei beni culturali e l’organizzazione del Ministero, i suoi compiti di
Dirigente lo hanno condotto a realizzare progetti e iniziative che spaziavano in tutti i campi dell’archeologia, dell’antropologia, dell’etnografia, della storia dell’arte e delle tradizioni popolari. Il suo legame con la realtà sociale e territoriale con la quale di volta in volta interagiva gli ha permesso di connettere quest’ultima con gli spazi e le tematiche proprie dell’archeologia.
Proprio per conformarsi alla molteplicità degli argomenti da lui trattati che difficilmente troverebbero agio entro limiti cronologici o geografici, il convegno viene articolato in ampie sessioni tematiche e, come avrebbe voluto lui, dando lo stesso spazio a tutti gli interventi.
Le comunicazioni proposte saranno quindi organizzate dal Comitato Scientifico secondo le seguenti tematiche:
Oggetti – Saperi – Parole – Culture – Civiltà
Si invitano quanti hanno condiviso con lui un percorso di lavoro o ricerca, ma anche coloro che vogliano ricordare in questa occasione i suoi ambiti di studio, a inviare proposte di comunicazioni indicando la sessione nella quale inserire il proprio contributo. Per garantire il tempo tassativo di 15 minuti per ogni comunicazione non si potranno presentare più di 18
slide (compresa quella iniziale con il titolo e gli autori). I riassunti delle comunicazioni (massimo 1500 battute, spazi inclusi) e la richiesta di adesione dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 gennaio 2022 alla mail mu-civ.bpi-connessioni@cultura.gov.it per essere sottoposti all’esame del Comitato Scientifico cui è demandata la loro accettazione e la scelta definitiva della sessione.
Il Comitato risponderà al solo autore di riferimento entro il 15 febbraio 2022.
Si segnala fin d’ora che i contributi, redatti secondo le norme del BPI – Bullettino di Paletnologia Italiana (gli Atti troveranno spazio in un supplemento alla rivista), dovranno essere consegnati entro il 31 marzo 2023.
Contestualmente alla conferma dell’accettazione della proposta, saranno inviate le norme editoriali per la pubblicazione (a cui
si prega di attenersi scrupolosamente) e verranno comunicate le dimensioni del contributo (caratteri e figure).
Il Comitato Scientifico: Massimo Osanna, Loretta Paderni, Paolo Boccuccia, Marica Venturino, Irene Baroni, Nadia Campana, Andrea Cardarelli, Massimo Casagrande, Barbara Grassi, Monica Miari, Francesco Rubat Borel.

Criteri e modalità di gestione e di funzionamento del Fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico

Con il Decreto 8 ottobre 2021, n. 346 adottato dal Ministro della Cultura di concerto con il Ministro deII’Economia e delle Finanze recante “Criteri e modalità di gestione e di funzionamento del Fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico dicui all’articolo 65-bis del decreto-legge25 maggio2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge23luglio2021,n.106”, si sono forniti i criteri e le modalità di gestione e funzionamento del Fondo per il restauro istituito con il Decreto Legge n.73/2021. 

In particolare sono stati individuati le modalità di accesso e riconoscimento del credito d’imposta alle  persone fisiche di cui all’articolo 2 del TUIR, che detengono a qualsiasi titolo gli immobili di interesse storico e artistico soggetti alla tutela prevista dal D. Lgs. n. 42/2004, per le spese sostenute negli anni 2021 e 2022 per interventi, autorizzati ai sensi dell’articolo 21 del Codice, volti alla manutenzione, protezione e restauro dei predetti immobili.

Il credito d’imposta di cui all’art. 65-bis del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 è riconosciuto nella misura del 50% dei costi sostenuti dai richiedenti per gli interventi conservativi​  realizzati negli anni 2021 e 2022, fino a un importo massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun  immobile e comunque nel limite di spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, fino ad esaurimento delle risorse disponibili in ciascun periodo di imposta.

Il modulo per la presentazione dell’istanza e l’elenco della documentazione a corredo della stessa, sono disponibili, oltre che sul portale Istituzionale di questa Soprintendenza, anche sul sito istituzionale della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio, all’indirizzo https://dgabap.cultura.gov.it/202 1/12/fondo-per-il-restauro/.

Decreto 8 ottobre 2021, n. 346 del MiC e del MEF

Modulo per istanza

Elenco documentazione a corredo dell’istanza

Si comunica che l’istanza, debitamente compilata e sottoscritta digitalmente dal richiedente,  deve essere inviata esclusivamente all’indirizzo PEC fondorestauro@mailcert.benicuIturali.it, dal 1º al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa per la realizzazione dell’intervento conservativo.

Regina di Genova – tour delle edicole votive genovesi

Il progetto “Regina di Genova”, a partire dal 9 dicembre, permette ai genovesi e aturisti di scoprire, attraverso un tour di circa due ore dedicato, le prime sei edicole votive ristrutturate e illuminate nell’ambito del Piano Integrato Caruggi.

Ecco una piccola rassegna stampa in merito:

Dall’articolo https://www.genova24.it/2021/12/regina-di-genova-dal-9-dicembre-un-tour-alla-scoperta-delle-edicole-votive-agli-angoli-dei-caruggi-286492 :

“Per la prima volta grazie a lavoro in stretta sinergia con Soprintendenza e Università – spiega l’assessore al turismo Laura Gaggero – offriremo un tour dedicato alle edicole votive che comprenderà anche altre tappe del nostro patrimonio architettonico, con la visita di luoghi religiosi uniti dal filo rosso della natività di Gesù e del culto mariano”.
“La festività dell’Immacolata – spiega l’assessore al Centro Storico Paola Bordilli – è l’occasione ideale per presentare ai genovesi il grande lavoro svolto da inizio anno sul recupero di un primo importante nucleo di edicole votive. Abbiamo un patrimonio inestimabile di edicole, ognuna con una propria storia che rappresenta uno spaccato di tradizioni dei sestieri, che vogliamo riportare alla luce e quindi valorizzarlo anche attraverso un’illuminazione ad hoc”.
“Questo è un progetto all’insegna della continuità – spiega Cristina Bartolini, nuovo soprintendente – e le attività che abbiano svolto, sopratutto per le autorizzazioni per la richiesta dei lavori sulle nove edicole, è stato estremamente rapido, ma senza venir meno alla regolarità e la completezza delle procedure amministrative, e al rigore tecnico e scientifico con il quale vengono svolti i lavori”.

Offerta Formativa Nazionale 2021-2022 – Servizi educativi MiC – CIRC. 38 DG-ERIC

In  linea  con  quanto  previsto  dal  Piano nazionale per l’Educazione al patrimonio culturale 2021, la Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali ha pubblicato online l’Offerta Formativa Nazionale 2021-2022 – Servizi educativi MiC.  
L’iniziativa, giunta alla IX edizione, intende promuovere il sistema educativo degli istituti centrali e  periferici del Ministero che, a titolo gratuito, pongono in essere percorsi, laboratori, visite, incontri e corsi di aggiornamento  rivolti  a  tutti  i  pubblici,  con  particolare  attenzione  al  mondo  della  scuola  e  alle  giovani generazioni, in termini di conoscenza, partecipazione, inclusione e sviluppo culturale.  
Le proposte in programma, raccolte dal Centro per i servizi educativi, afferente al Servizio 1 Ufficio studi, sono rese consultabili attraverso una banca dati dedicata raggiungibile dagli indirizzi:
www.dger.beniculturali.it; www.sed.beniculturali.it.