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Verifica Preventiva Interesse Archeologico – Modalità di Accesso all’archivio scientifico della documentazione archeologica – 🌡️⚠️😷Aggiornamento 23/06/20

Si avvisano gli utenti che è nuovamente possibile accedere all’Archivio scientifico della documentazione archeologica per la redazione dei documenti di Verifica Preventiva di Interesse Archeologico.

Per presentare istanza di accesso, è necessario scaricare , compilare ed inviare via PEC l’apposito modulo disponibile nella sezione modulistica e contattare il Funzionario Archeologo competente per territorio (qui la lista).

Nei casi in cui la documentazione richiesta sia già disponibile in formato digitale verrà privilegiato, in luogo della consultazione in archivio, l’invio via posta elettronica della documentazione richiesta.
Si raccomanda la puntuale individuazione dei documenti richiesti per la consultazione, che devono essere dettagliatamente indicati nell’istanza. A tale scopo sarà al più presto reso disponibile su questa pagina l’elenco della documentazione disponibile in Archivio.

Nei casi in cui si renda necessaria la consultazione di materiale cartaceo in Archivio, l’accesso dovrà avvenire nel rispetto delle norme per la prevenzione e il contenimento del contagio da COVID19, e sarà possibile esclusivamente su appuntamento da concordarsi con il Funzionario Archeologo competente per territorio (qui la lista).
Sarà possibile la riproduzione della documentazione consultata, privilegiando l’uso di strumentazione del richiedente (fotocamera digitale, smartphone, scanner portatile, ecc.), per garantire il rispetto delle misure igienico-sanitarie vigenti.

Per accedere all’edificio presso la portineria di Palazzo Reale vige l’obbligo di compilare e presentare il modulo di autocertificazione scaricabile qui .
Durante tutta la permanenza presso la sede è obbligatorio di indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina) ai sensi delle norme vigenti per il contenimento del contagio epidemiologico da COVID-19. Per le stesse ragioni è fatto divieto all’utenza esterna di circolare presso gli uffici dei singoli funzionari o in altri spazi comuni diversi da quelli individuati per il ricevimento.

Tutte le richieste saranno protocollate e prese in carico entro i termini di legge, ma la necessità di adottare le suddette misure di sicurezza e di sottoporre il materiale alle misure di isolamento e quarantena dopo ogni consultazione potrebbe comportare una dilatazione dei tempi per l’accesso.

APPROFONDIMENTI

IL RELITTO CAMOGLI 1
In Mediterraneo sono rarissimi i relitti della prima età moderna che conservano resti strutturali di legno: paradossalmente conosciamo meglio le tecniche costruttive delle antiche navi romane rispetto a quelle
impiegate nel Mediterraneo nei secoli di passaggio tra il Medioevo e l’età moderna.

Per questo i resti dello scafo individuati e attualmente visibili (una parte estremamente limitata di quanto rimane sepolto), riconducibili ad una porzione della fiancata della nave, risultano così preziosi per l’archeologo: questa scoperta eccezionale offre l’occasione di studiare in dettaglio l’architettura navale di quell’epoca, nota solo attraverso scarni riferimenti della trattatistica navale e pochissimi relitti indagati, che
si contano sulle dita di una mano. La storia delle grandi marinerie mediterranee, tra cui quella degli stessi Genovesi, nonostante il ricco patrimonio archivistico di cui disponiamo, non ha tramandato i segreti più preziosi, le tecniche di costruzione navale che erano alla base della potenza politica e commerciale.

IL LUOGO DELLA SCOPERTA
All’interno dell’area C dell’Area Marina Protetta di Portofino, sui fondali di Porto Pidocchio nel comune di Camogli, una zona poco battuta dai subacquei e destinata alla sosta dei diportisti, a una cinquantina di metri
di profondità.

IL SERVIZIO TECNICO DI ARCHEOLOGIA SUBACQUEA DELLA SOPRINTENDENZA (S.T.A.S.)
Per scrivere la storia di un territorio è necessario raccogliere tutte le tracce del passaggio dell’uomo su di esso, comprese le testimonianze archeologiche e storiche che giacciono sul fondo dei mari, dei laghi e dei
fiumi. Attivo dal 1997, lo S.T.A.S. svolge compiti di coordinamento della ricerca, censimento, tutela, vigilanza, valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico e storico artistico subacqueo ligure.


Simon Luca TRIGONA è archeologo subacqueo e referente S.T.A.S. e si occupa della tutela archeologica del Comune di Genova: “Ogni nuova scoperta archeologica, soprattutto se di importanza internazionale
come quella che presentiamo oggi, è fonte di grandi emozioni, entusiasmi, ipotesi e supposizioni; ma ciò che adesso risulta prioritario è procedere immediatamente alla messa in sicurezza del sito tramite specifiche ed efficaci disposizioni condivise con l’Autorità Marittima e l’Area Marina Protetta di Portofino. Il progetto di ricerca e il suo staff è già al lavoro, anche se non possono essere negate le difficoltà tecniche di lavorare al limite delle possibilità operative della subacquea professionale; dovremo trovare i finanziamenti e avremo bisogno di tempo per l’organizzazione e l’esecuzione delle indagini, ma il nuovo relitto Camogli 1 sarà certamente una miniera di informazioni per la storia della marineria mediterranea e, forse, potrà porre fine
al lungo capitolo legato alla ricerca del famoso relitto raguseo del S. Spirito e Madonna di Loreto”.


Alessandra CABELLA è storico dell’arte subacqueo presso lo S.T.A.S. e referente della tutela storicoartistica per le unità territoriali Genova Sud-Est e Genova Nord-Ovest: “Il patrimonio tutelato, dalle grandi
evidenze alle tracce semi-sconosciute sul nostro territorio, costituisce un universo straordinario e multiforme, da proteggere e promuovere: il suo eccezionale plus valore è la sua naturale destinazione collettiva, la sua ideale appartenenza alla coscienza della nazione, contribuendo a costituirne l’identità culturale. La collaborazione coi subacquei e coi diving centres è particolarmente preziosa: segnalare una
scoperta non è solo un obbligo di legge. I due scopritori con la segnalazione di questo nuovo importantissimo relitto sono diventati parte attiva nella tutela di un patrimonio che costituisce parte
pulsante e identitaria delle nostre radici storiche e culturali”.

IL NUCLEO CARABINIERI SUBACQUEI GENOVA
Il Nucleo è composto da un’aliquota di subacquei e dalla Motovedetta CC 820 che svolge esclusivamente attività di supporto al reparto. La competenza territoriale si estende a tutto il nord Italia nello svolgimento di vari compiti: dall’attività di controllo e ispezione di siti archeologici sommersi alla ricerca di corpi di reato, armi, munizioni, sostanze stupefacenti, al soccorso delle popolazioni in alluvioni e per incidenti nelle acque.

GLI SCOPRITORI
Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, sommozzatori professionisti e titolari della ditta di lavori subacquei “Rasta Divers” di Santa Margherita Ligure, sono già autori di analoghi rinvenimenti eccezionali. Nelle loro
parole il racconto e l’emozione della scoperta: “Ci trovavamo nei fondali di una porzione di mare considerata di scarso valore riguardo al turismo subacqueo, ma storicamente significativa per le sue frequentazioni. L’immersione prevedeva di sfruttare i nostri veicoli subacquei (DPV) per coprire un’area relativamente grande compresa tra i 45 e i 55 metri di profondità ed è stato solo a pochi minuti dal termine del tempo di fondo pianificato che alcune grandi concrezioni e numerosi attrezzi da pesca incocciati in un fondale apparentemente fangoso hanno attirato la nostra attenzione. Al di sotto di questi “rifiuti” moderni affiorava una lunga serie ordinata di elementi in legno lavorati, associati ad altrettanti grandi chiodi ancora in posizione, ormai quasi irriconoscibili per via del concrezionamento. Vinta l’emozione iniziale e realizzato il potenziale interesse archeologico dell’area, abbiamo deciso di sfruttare gli ultimi minuti sul fondo per documentare in video quanto più possibile. Una volta terminata la decompressione sulla verticale e rilevate le coordinate GPS con la strumentazione di bordo, non restava che contattare il Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza con il quale collaboriamo costantemente dal 2018, anno del nostro rinvenimento del relitto romano denominato Portofino 3 che portava anfore galliche.”

FONDAMENTALE!
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004) definisce le scoperte fortuite sia sott’acqua sia sotto terra: “Chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute. Della scoperta fortuita sono informati, a cura del soprintendente, anche i carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale” (art. 90). Sia l’attività di ricerca archeologica sia le opere per il ritrovamento in qualunque parte
del territorio nazionale sono riservate esclusivamente alla Soprintendenza (art. 88), che può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l’esecuzione di queste attività (art. 89). In caso di ritrovamenti nel sottosuolo o sui fondali marini, non si è mai proprietari: le cose appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile (art. 91).

I COMMENTI


Manuela Salvitti, Segretario Regionale del MiBACT per la Liguria e Direttore ad interim della Soprintendenza: “Con questa iniziativa, che ha potuto avviarsi grazie alla sensibilità e professionalità dimostrata dagli scopritori, si concretizza un ulteriore e importante traguardo del lungo lavoro di ricerca della Soprintendenza, teso da sempre ad approfondire e valorizzare la storia remota di questo territorio anche attraverso lo studio dei suoi fondali marini: i primi risultati confermano il grande interesse del ritrovamento, in quanto la porzione di scafo visibile può essere riconducibile ad un relitto della prima età moderna, di cui oggi sono noti pochissimi esempi nel Mediterraneo.
Nel campo dell’archeologia subacquea, la Soprintendenza Ligure ha raggiunto un grado di competenza tecnica ed organizzativa riconosciuto a livello nazionale. La specifica e consolidata tradizione subacquea
ligure ha da sempre richiesto una particolare attenzione da parte del nostro Ufficio che, nonostante la significativa contrazione di personale degli ultimi anni, ha continuato a dedicare i propri sforzi al mantenimento di un nucleo operativo in grado di coordinare, per gli aspetti di competenza, le diverse istanze proprie dell’ambito marittimo e subacqueo regionale. Il restauro e la conservazione delle tracce
materiche di questo eccezionale patrimonio ritrovato, insieme all’attività di ricerca, costituiscono le basi per la sua tutela, ma nel contempo la valorizzazione di queste evidenze archeologiche deve diventare
l’occasione per tutti – istituzioni, studiosi e privati cittadini – per attivare un virtuoso processo educativo, formativo e partecipativo volto a restituire alle comunità locali la loro storia”.


Francesco Olivari, Sindaco di Camogli: “Anche in questo periodo di confinamenti il nostro mare è fonte inesauribile di scoperte che ci aprono a spazi ed epoche diverse. Grazie a questa scoperta eccezionale, col coordinamento della Soprintendenza e la collaborazione dei Carabinieri, le ricerche arricchiranno la conoscenza anche storica dei nostri fondali”.


Giorgio Fanciulli, Direttore dell’Area Marina Protetta Portofino: “Ancora una volta l’Area Marina Protetta di Portofino si è rivelata non solo uno scrigno di biodiversità, ma anche un tesoro sommerso di
storia che sconfina nella leggenda. Coi tesori in essa racchiusi rappresenta la località ideale per un nuovo modello di turismo che guidi l’ospite a condividere i valori del territorio e le sue radici culturali”

Alessandra CABELLA

Scoperto un nuovo sensazionale relitto nel mare di Camogli

COMUNICATO STAMPA


Il Covid e la quarantena non bastano a fermare la ricerca e la tutela. Nuovi tasselli della nostra storia prendono forma, sotto l’egida della Soprintendenza.

Un nuovo relitto è stato scoperto negli abissi di Camogli da due sommozzatori professionisti: Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, titolari della ditta di lavori subacquei “Rasta Divers” di Santa Margherita Ligure, già autori di un’importante scoperta sui fondali del promontorio di Portofino nel 2018.

Durante un’immersione a una cinquantina di metri di profondità nella zona di Porto Pidocchio, nell’Area Marina Protetta di Portofino, i due si sono imbattuti in una serie di elementi lignei disposti a pettine: subito
hanno colto l’importanza del rinvenimento, estremamente raro in quanto il legno difficilmente si conserva sul fondale se non viene sepolto dai sedimenti marini.

La loro tempestiva segnalazione alla Soprintendenza, prevista dalla legge, ha dato il via ad una serie di immersioni, in cui gli stessi scopritori hanno lavorato al fianco degli operatori subacquei della Soprintendenza e dei Carabinieri Subacquei per le operazioni di ricognizione e i primi necessari rilevamenti del sito, anche in presenza del Nucleo di Genova del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

I primi risultati confermano il grande interesse del ritrovamento, in quanto la porzione di scafo visibile può essere riconducibile ad un relitto della prima età moderna, di cui oggi sono noti pochissimi esempi nel
Mediterraneo. Gli studi ovviamente sono ancora in corso e, vista l’importanza del sito, la Soprintendenza sta sviluppando un ampio progetto di ricerca con partners internazionali, per precisarne datazione e caratteristiche tecnico-costruttive e tentarne, in ultimo, l’identificazione. Non è un mistero che lo specchio di mare di Punta Chiappa sia stato scenario nel 1579 del noto naufragio della grande nave ragusea Santo Spirito e S. Maria di Loreto, oggetto a partire dagli inizi degli anni ’70 del secolo scorso di ripetuti tentativi e successivi programmi di ricerca, la cui storia può essere ricostruita nel dettaglio grazie ai documenti conservati a Genova e in numerosi altri archivi italiani ed europei.

Genova, 19 giugno 2020

Alessandra CABELLA

Scoperto a Camogli una grande nave del ‘500 (VIDEO)

APPROFONDIMENTI

Ricevimento utenza esterna – 🌡️⚠️😷 Aggiornamento del 18.06.2020

Dal 18 giugno 2020 riprenderanno i ricevimenti dell’utenza esterna con i funzionari tecnici con competenza sul territorio, esclusivamente su appuntamento (da concordarsi con il funzionario), e solo nei casi in cui il ricevimento non possa essere espletato in modalità remota.

Per accedere all’edificio presso la portineria di Palazzo Reale vige l’obbligo di compilare il modulo di autocertificazione scaricabile qui .
Durante tutta la permanenza presso la sede è obbligatorio di indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina) ai sensi delle norme vigenti per il contenimento del contagio epidemiologico da COVID-19. Per le stesse ragioni è fatto divieto all’utenza esterna di circolare presso gli uffici dei singoli funzionari o in altri spazi comuni diversi da quelli individuati per il ricevimento.

Modalità di ritiro delle seconde copie allegate alle istanze: 🌡️⚠️😷aggiornamento del 18.06.2020

Dal 17 giugno 2020 sarà nuovamente possibile l’accesso degli utenti esterni per il ritiro delle seconde copie allegate alle istanze, come indicato sulle autorizzazioni ricevute via PEC.
Diversamente da come avveniva in precedenza, il ritiro sarà ora possibile nella sola giornata del lunedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

Per accedere all’edificio presso la portineria di Palazzo Reale vige l’obbligo di compilare il modulo di autocertificazione scaricabile qui .
Durante tutta la permanenza presso la sede è obbligatorio di indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina) ai sensi delle norme vigenti per il contenimento del contagio epidemiologico da COVID-19.

Organizzazione del Ministero – D.M. 21 del 28/01/2020

Con il  D.M. 21 del 28/01/2020 sono state istituite:

la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le provincia di La Spezia, con sede a Genova;

la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona, con sede a Genova.

Ai sensi dei decreti DG ABAP 646/2020 e 658/2020,
Soprintendente ad interim di entrambi gli Istituti è Manuela Salvitti.

Nelle more della riorganizzazione delle piante organiche e dell’organigramma degli Istituti di nuova creazione, tutto il personale delle Unità Territoriali continuerà a svolgere gli adempimenti di competenza sul territorio afferente.

Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza

Art. 103 Decreto Legge “Cura Italia” 17 marzo 2020, n. 18

1. Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020. Le pubbliche amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati. Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell’amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall’ordinamento.

2. Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.

3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano ai termini stabiliti da specifiche disposizioni del presente decreto e dei decreti-legge 23 febbraio 2020, n. 6, 2 marzo 2020, n. 9 e 8 marzo 2020, n. 11, nonché dei relativi decreti di attuazione.

4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai pagamenti di stipendi, pensioni, retribuzioni per lavoro autonomo, emolumenti per prestazioni di lavoro o di opere, servizi e forniture a qualsiasi titolo, indennità di disoccupazione e altre indennità da ammortizzatori sociali o da prestazioni assistenziali o sociali, comunque denominate nonché di contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese comunque denominati.

5. I termini dei procedimenti disciplinari del personale delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ivi inclusi quelli del personale di cui all’articolo 3, del medesimo decreto legislativo, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, sono sospesi fino alla data del 15 aprile 2020.

6. L’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020.

San Salvatore di Valleggia. Una storia millenaria

GIORNATA DI STUDI | 5 OTTOBRE 2019, ORE 9,30
Oratorio di San Sebastiano – Quiliano (SV)

“San Salvatore di Valleggia, oggi conosciuta come oratorio di San Sebastiano, è uno dei più importanti edifici religiosi di epoca medievale della diocesi di Savona, al centro di una interessante situazione storica e sociale del contado savonese. La chiesa si trova nella zona di Tiassano e Rezzi (oggi Valleggia), località di antico insediamento, dal punto di vista amministrativo attualmente in Comune di Quiliano, vicino a Vado Ligure.
Il convegno è organizzato dall’associazione Æmilia Scauri di Quiliano e dalla Confraternita San Sebastiano di Valleggia e vi parteciperanno la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria; l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, sezione Sabazia, e la Società Savonese di Storia Patria, con il patrocinio del Comune di Quiliano.”

Furio Ciciliot
Presidente della Società Savonese di Storia Patria

PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Valleggia 5 Ottobre 2019 – ore 9,30
Oratorio di San Sebastiano – Piazza della Chiesa

ore 9,30
Saluto delle Autorità
Presiede Carlo Varaldo

Teresa Piccardo, Nico Cassanello | San Salvatore di Valleggia:
una fondazione religiosa tra l’arimannia longobarda e la gastaldia vescovile di Tiassano

Angelo Nicolini | Quiliano tra Quattrocento e Cinquecento: appunti per un profi lo economico e sociale

Furio Ciciliot | Ipotesi sul vescovo vadese Rufi nianus (anno 484) e due documenti su San Salvatore di Valleggia (1455-56)

pausa pranzo

ore 14,30
Presiede Furio Ciciliot

Luca Finco | Magister Bertolomeus Mutus promisit […] fabrichare murata. Note sulle commesse medievali savonesi in pietra partendo dal San Salvatore di Valleggia

Chiara Masi | La decorazione di San Salvatore: alcune considerazioni alla luce di quanto è a noi pervenuto

Silvana Gavagnin | Indagini e prospettive di ricerca a San Salvatore

 

Per informazioni:
Associazione Culturale “Aemilia Scauri” Quiliano (SV)
Tel. 340.3066435
aemiliascauri@libero.it
www.aemilia-scauri.blogspot.it

 

scarica il programma in formato pdf

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO | 21-22 settembre 2019

Sabato 21 e domenica 22 settembre tornano, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019), con tema “Un due tre… Arte! – Cultura e intrattenimento”.

Ecco le principali iniziative organizzate dalla Soprintendenza in Liguria (qui l’elenco completo di tutte le iniziative sul territorio regionale) :

Riva Ligure (IM), Visita guidata alla basilica di Capo Don e agli scavi archeologici

Data e ora: 22 settembre 2019, 14-18
Luogo: Riva Ligure, Area archeologica di Costa Balenae
Per informazioni: stefano.costa@beniculturali.itL’area di Capo Don, con i resti della basilica paleocristiana e medievale, è uno dei siti archeologici più significativi del Ponente ligure. In epoca romana l’area era occupata da una villa marittima, che doveva sorgere lungo la via Iulia Augusta e probabilmente corrisponde alla mansio di Costa Balenae citata dagli itinerari antichi. La ricchezza di rinvenimenti negli scavi testimonia il ruolo importante che questa basilica ebbe in età altomedievale: il fonte battesimale ottagono, datato al VI secolo, così come le numerose sepolture in sarcofagi di pietra, sono gli elementi più riconoscibili del complesso, che nel corso del Medioevo fu progressivamente ridimensionato mantenendo la funzione cultuale. La visita guidata illustra i risultati degli scavi effettuati a partire dal 1982, e prosegue nel centro di Riva Ligure con lo Spazio Espositivo Multimediale (SEM) dove i reperti più significativi raccontano la storia del sito e delle persone che lo frequentarono.
In collaborazione con: Comune di Riva Ligure, Pontificio Istituto di Archeologia CrisitianaInformazioni pratiche: il sito è raggiungibile in auto ma è raccomandato il parcheggio in via Bartumelin o corso Villaregia percorrendo un breve tratto a piedi; sono necessarie calzature sportive adeguate; l’area non è accessibile a carrozzelle ma è parzialmente accessibile per persone con disabilità motoria

Albenga (SV), La valorizzazione dell’archeologia subacquea in Liguria. Il Museo Navale e il Parco archeo-sub di Albenga

Data e ora: 22 settembre 2019, 14-18
Luogo: Museo navale romano, Palazzo Peloso Cepolla
Albenga, Piazza San Michele
Per informazioni: ingauna.iisl@gmail.com  +39 0182 51215La conferenza si propone come momento di presentazione dei recenti progetti e programmi di valorizzazione dell’archeologia subacquea ad Albenga: il nuovo progetto di allestimento e restauro di Palazzo Peloso Cepolla, sede del Museo Navale Romano, e le recentissime indagini archeologiche sul relitto della Nave Romana di Albenga (estate 2019). Le relazioni prevedranno l’illustrazione del progetto architettonico generale e delle scelte di allestimento individuate, con un’anticipazione del programma degli interventi successivi. Per quanto riguarda le indagini archeologiche, strettamente collegate alla progetto museale, si illustreranno le tecniche di scavo utilizzate e gli esiti scientifici, nonché i risultati degli studi e delle analisi finora svolte sui materiali provenienti dai vecchi e nuovi scavi che saranno oggetto del nuovo allestimento.
Il giorno successivo sarà effettuata un immersione aperta al pubblico della subacquea ricreativa sul Relitto A di Albenga guidata dai tecnici dello STAS Liguria.
In collaborazione con: Comune di Albenga e Istituto Internazionale di Studi Liguri

Genova, Il restauro del monumento di Raffaele Luigi de Ferrari, Duca di Galliera

Data e ora: 21 settembre 2019, 20-23
Luogo: Genova, via Corsica (nei pressi del Piazzale san Francesco d’Assisi)
Prenotazione obbligatoria:
visite guidate di 45 min. (20.15/21.00/21.45/22.30) per gruppi di massimo 15 persone previa prenotazione alla mail  sabap-lig.restauro@beniculturali.it entro le ore 15.00 di venerdì 19 Settembre.Il monumento è dedicato al marchese Raffaele De Ferrari Duca di Galliera (1803 – 1876) che nel 1874 donò alla municipalità di Genova la enorme cifra di 20 milioni di lire, oro destinato alla costruzione della diga foranea. La cittadinanza decise di erigere un monumento bronzeo commemorativo intitolato alla “Munificenza” affidandone la esecuzione al famoso scultore Giulio Monteverde (Bistagno, 8 ottobre 1837 – Roma, 3 ottobre 1917). Inaugurato 12 aprile 1896 nell’originale collocazione in piazza Principe. Fu poi spostato nel 1932 nei giardini fiancheggiati dalla via Fanti d’Italia. Smontato per consentire la costruzione della Metropolitana, giace dal 1999 in un deposito comunale, periodo durante il quale sono stati trafugati numerosi elementi dell’opera. Dopo molti anni, finalmente, si decide di ricollocare il prezioso monumento alla vista della Cittadinanza genovese, provvedendo contestualmente anche a realizzarne il restauro.Dopo avere effettuato il trasporto del monumento smontato in una sede idonea, sono state realizzate una serie di analisi diagnostiche e le prime necessarie operazioni di consolidamento e di pulitura delle parti bronzee e di quelle lapidee. Il progetto si concentra sul delicato problema del recupero delle parti indebitamente asportate, spingendosi fino alle soglie del lavoro di fonderia. E’ stato pertanto previsto il rilievo tridimensionale del gruppo scultoreo bronzeo e della lesena rimasta con scanner ottico “Smartscan Breuckmann”, la misurazione delle impronte ancora presenti sul granito e la raccolta della relativa documentazione fotografica. La reintegrazione virtuale delle lacune attraverso la rimodellazione al computer delle parti non più esistenti, potrà fondarsi sulla documentazione fotografica “storica” e su quella d’epoca più recente. I prototipi così ottenuti sono serviti da master per la realizzazione, in fonderia, dei “negativi” del modello sacrificale in cera. Giunti in fonderia i modelli in resina, sono serviti per realizzare una fusione con il metodo indiretto. E’ stato effettuato il restauro completo di tutti gli elementi del monumento bronzeo, inclusa preparazione del basamento in bronzo, il riassemblaggio e rimontaggio di tutti gli elementi bronzei e degli elementi lapidei, compressa la messa in opera della struttura interna di sostegno.Informazioni pratiche: raggiungibile con le linee Bus AMT: 13, 35, 35/

Castiglione Chiavarese (GE), Escursione guidata su un tratto del CAMINO REAL: da Velva lungo l’antica strada di Vasca e lungo il sentiero della Direttissima

Data e ora: 21 settembre 2019, 14.30-18.30
Luogo: Castiglione Chiavarese, Museo della cultura contadina
Prenotazione facoltativa: 347 5569715; 345 2162310
Per informazioni: silvana.vernazza@beniculturali.itOre 14.30 – Appuntamento presso l’ex Oratorio di Velva, sede espositiva del Museo diffuso di cultura contadinaOre 14.45 Partenza dell’escursione sulla antica strada di Vasca, nell’area di strada verso lo spitale di passo di San Nicolao, fino all’essiccatoio, restaurato ed inserito nel percorso museale. Dopo aver visitato l’essiccatoio si scende a Torsivì, dove si visita l’antico frantoio restaurato e ci si ricongiunge con la strada “direttissima”, parte del Camino Reàl, verso il Passo di Cento Croci e il parmense. L’escursione si conclude salendo il tratto della “Muntà” fino al rientro a Velva sulla stessa piazzetta dell’ex Oratorio, previsto intorno alle 18.Informazioni pratiche: Si percorrono in tutto, su sentiero e strada sterrata, circa 6km. Consigliati abbigliamento e calzature adeguati per percorrere una mulattiera nel bosco.

Chiavari (GE),  Visita alla Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto e al cantiere di restauro della cupola

Data e ora: 22 settembre 2019, 21-23
Luogo: Chiavari, Cattedrale Nostra Signora dell’Orto, Piazza Nostra Signora dell’Orto, 5
Prenotazione obbligatoria:al numero +39 0185 312119
Per informazioni: info@studiomiaschi.comLa visita prevede la possibilità di ammirare dall’alto l’interno della chiesa e da vicino gli apparati decorativi, inoltre verranno illustrati gli interventi di restauro in corso e le indagini conoscitive propedeutiche alla definizione di dettaglio delle metodologie di intervento.La cattedrale, di impianto seicentesco, acquista la forma attuale interna soltanto nell’Ottocento, con l’abbattimento dei muri divisori fra le cappelle e la costruzione delle tre navate invece dell’unica precedente. In alcune stampe della fine del XVII e XIX sec., in cui è visibile il prospetto esterno della cattedrale, si nota ancora la mancanza del pronao in facciata e del tamburo ottagonale. La cupola, crollata nel 1840, venne riedificata con adattamenti del tamburo: in particolare, attraverso un’indagine diagnostica con videoendoscopia e attraverso saggi conoscitivi è stato possibile constatare la presenza di due tamburi, uno circolare e uno ottagonale, che ancora oggi coesistono con un sistema strutturale a sbalzo.

La visita guidata costituisce un’occasione straordinaria per poter vedere il restauro in corso ed osservare da vicino gli interessanti dipinti dei peducci riportati alla originaria versione.

Santa Margherita Ligure (GE), Progettualità per Villa Durazzo

Data e ora: 21 settembre 2019, 9,30-13,30
Luogo: Santa Margherita Ligure, Villa Durazzo
Per informazioni: caterina.gardella@beniculturali.itLa giornata prevede: presentazione dei restauri realizzati e programmati; workshop relativo al Parco di Villa Durazzo con illustrazione delle peculiarità del Paesaggio di Villa all’interno del territorio del Monte di Portofino, dei Percorsi, dei valori Storico Artistici della Villa; illustrazione del Cantiere di restauro relativo al consolidamento e restauro del Percorso di collegamento a mare in fase di realizzazione in base a sinergia tra Comune di Santa Margherita Ligure e La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
ll restauro del percorso di collegamento a mare, da tempo sottratto alla fruizione a causa degli ingenti problemi strutturali, si articola in due lotti: il primo che riguarda essenzialmente le opere strutturali, micropali e paratie a carico del Comune di Santa Margherita per l’importo di 880 mila euro, il secondo intervento, a carico della Soprintendenza per l’importo di 884 mila euro a valere sulla programmazione straordinaria del MIBACT.
In collaborazione con Comune di Santa Margherita Ligure, Progetto santa margherita S.r.l., Cooperativa Archeologia S.r.l., AIAPP Liguria.Informazioni pratiche: Appuntamento presso villa S. Giacomo all’interno del Parco.

Levanto (SP), Escursione storico-naturalistica al Castello di Zolasco – Monte Bardellone

Data e ora: 22 settembre 2019, ore 10
Luogo: Levanto, Monte Bardellone
Prenotazione obbligatoria:  Ospitalia del Mare 0187 802562
Per informazioni: +39 0187 802248L’evento rientra tra le numerose iniziative del festival ARCHEOLEVANTE, rassegna dedicata a far conoscere il ricco patrimonio archeologico e storico- artistico del territorio di Levanto e dei comuni limitrofi; la manifestazione si svolgerà a Levanto dall’11 al 21 settembre 2019 e comprenderà vari eventi (conversazioni, spettacoli, laboratori, mostre, visite guidate, una giornata di studio).
In collaborazione con: Comune di Levanto, Volontari AIB.Informazioni pratiche: Il luogo dell’appuntamento è fissato presso “Case Monte Bardellone” alle ore 10,00, località raggiungibile in auto da Strada Prov 044 da loc. Soviore, da loc Montale Prov 566 dir deviazione per BARDELLONE.
Si consiglia abbigliamento appropriato per escursione; il percorso montano non è accessibile ai disabili.