Tutti gli articoli di Elisa Triolo

⚠️ Comunicazione ⚠️ Nuovi indirizzi PEO e pec dal 01 ottobre 2020

Si comunica all’utenza che gli attuali indirizzi
PEO sabap-lig@beniculturali.it e
PEC mbac-sabap-lig@mailcert.beniculturali.it
non saranno più attivi dopo il 30 settembre 2020.

Dal 01 ottobre 2020 saranno attivi unicamente i seguenti nuovi indirizzi:

Corrispondenza e istanze relative alla città metropolitana di Genova a alla provincia di La SpeziaIndirizzate a
PEO sabap-met-ge@beniculturali.it
PEC mbac-sabap-met-ge@mailcert.beniculturali.it
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le provincia di La Spezia
via Balbi, 10
16126 Genova
Corrispondenza e istanze relative alle province di Imperia e SavonaIndirizzate a
PEO sabap-im-sv@beniculturali.it
PEC mbac-sabap-im-sv@mailcert.beniculturali.it
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona
via Balbi, 10
16126 Genova

Nuovo relitto a Camogli. lavori in corso

COMUNICATO STAMPA

  1. – NOTIZIA

DETTO, FATTO. A nemmeno due mesi dall’annuncio della scoperta del relitto nel mare di Camogli, il Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza è già al lavoro, grazie alla disponibilità eccezionale dello sponsor “Drafinsub – Underwater Technology”, storica ditta della famiglia Passeri.

In questi giorni le unità navali e il personale altamente specializzato di Drafinsub (dal genovese “Drafìn”, delfino) stanno conducendo le prospezioni sotto la direzione del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea (S.T.A.S.) della Soprintendenza nei fondali di Porto Pidocchio a Camogli (nella “zona C” dell’Area Marina Protetta di Portofino), a una cinquantina di metri di profondità, anche grazie all’imprescindibile ruolo tecnico subacqueo svolto dai protagonisti della scoperta, già tempestivamente segnalata alla Soprintendenza: Edoardo Sbaraini e Gabriele Succi, sommozzatori professionisti e titolari della ditta di lavori subacquei “Rasta Divers” di Santa Margherita Ligure, coadiuvati dal biologo marino e video operatore Fabio Benelli.

→ Si lavora al ritmo di dodici immersioni al giorno in coppia, ogni immersione dura 1 h 30 per un totale di quattordici ore di immersione continua (le operazioni sono eseguite a norma UNI 11366). I risultati dei lavori in corso saranno resi noti dopo l’estate, a seguito delle opportune verifiche tecniche e diagnostiche sui reperti, della disamina del contesto di giacitura e delle analisi storico-documentarie, anche se i primi riscontri sono molto promettenti. Una task force di esperti a livello internazionale, coordinata dalla Soprintendenza, è allo studio per cercare di precisare la datazione e verificare eventuali corrispondenze con la chimera di tutti i subacquei della zona: scoprire la nave ragusea Santo Spirito e Santa Maria di Loreto, naufragata nel 1579 in quelle stesse acque e finora mai ritrovata.

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  1. – PROTAGONISTI:

Lo S.T.A.S. Liguria, attivo in Soprintendenza dal 1997, svolge compiti di coordinamento della ricerca, censimento, tutela, vigilanza, valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico e storico artistico subacqueo ligure. E’ formato dall’archeologo subacqueo e responsabile del servizio dott. Simonluca Trigona, dallo storico dell’arte e subacqueo scientifico Alessandra Cabella, dal Diver Supervisor Marco Danielli

https://soprintendenza.liguria.beniculturali.it/?page_id=1100 https://www.youtube.com/channel/UCoN-3IHlD7rAsIs5ovBKYhw/about

DrafinsubUnderwaterTechnologynasce nel 1976 a Genova grazie ad Adriano“Dino”Passeri, a cui si deve buona parte della storia della subacquea professionistica e della nautica italiana. Dalla sua passione per il mare e la subacquea, l’azienda è oggi riconosciuta in tutto il mondo come leader nel settore dei lavori subacquei, con le capacità per intraprendere qualsiasi progetto con aria in basso fondale o in saturazione in alto fondale. La storia di Drafinsub attraversa due generazioni: quella fondatrice, che vede tra i soci iniziali Adriano Passeri e quella odierna, una storia di crescita costante che, sotto l’attuale gestione di Gianluca Passeri, si traduce in una crescita continua, al passo con la tecnologia e la sicurezza. Senza tralasciare l’amore per l’antica storia del mare e la sua cultura.

http://drafinsub.com/

https://www.ligurianautica.com/subacquea/dalla-diga-di-mosul-alla-tap-i-sommozzatori-di-drafinsub-al- lavoro-in-tutto-il-mondo-formazione-ai-massimi-livelli-e-una-divisione-interna-per-progettare-le- attrezzature/54691/

Rasta Divers” di Edoardo Sbaraini e Gabriele Succi, sommozzatori professionisti e titolari della ditta di lavori subacquei “Rasta Divers” di Santa Margherita Ligure: già autori di analoghi rinvenimenti eccezionali come quello delle anfore galliche a Portofino nel 2018 e sono ora coinvolti nella squadra di lavoro e studio sul relitto di Camogli insieme al biologo marino e video operatore Fabio Benelli https://www.facebook.com/rastadivers.it/; http://rastadivers.it/

TESI ARCHEOLOGIA di Giusi Grimaudo, operante da oltre trent’anni nel settore archeologico terrestre e subacqueo a supporto delle istituzioni, collaboratrice nelle ricerche di archeologia subacquea e coordinatrice delle attività delle diverse ditte coinvolte nel progetto.

http://tesigenova.it/archeo.htm

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  1. – COMMENTI:

Simonluca Trigona, S.T.A.S.: “I lavori procedono a ritmo serrato e in sicurezza: i reperti più piccoli saranno salpati e opportunamente trattati dopo la necessaria attività di documentazione, mentre le testimonianze di maggiori dimensioni e non a rischio di asportazione rimarranno custodite dal mare e opportunamente protette da sacchi di sabbia. Una nuova ordinanza della Capitaneria garantirà la tutela di questo sito. A operazioni concluse e dopo un’attenta analisi dei reperti e delle caratteristiche dell’architettura navale, presenteremo pubblicamente gli esiti delle indagini in corso”.

Alessandra Cabella, S.T.A.S.: “Grazie alla scoperta dei Rasta Divers, sommozzatori attentissimi e preparati, alla sensibilità e generosità tutt’altro che scontate di Drafinsub e alla preziosa consulenza dell’archeologa subacquea Giusi Grimaudo, si realizza oggi su questo relitto a Camogli un circolo virtuoso e positivo nel gioco di squadra, con le diverse competenze che, fra pubblico e privato, si coniugano verso il fine del bene comune: la cultura fa bene. Queste ricerche ci consentono oggi di scoprire e costruire tasselli della nostra storia e della nostra identità, col ruolo di coordinamento del Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza. La cultura ci costruisce rendendoci come anelli di un’unica catena attraverso il tempo, per poter custodire e tramandare con coscienza le testimonianze del passato nel futuro.

Gianluca Passeri, Drafinsub: “Da sommozzatori professionisti, da italiani e da liguri ci siamo sentiti di prenderci carico anche della nostra storia. Grazie anche alla sensibilizzazione di Giusi Grimaudo di Tesi Archeologia, abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra tecnologia al servizio della storia: a bordo del Messico, il nostro rimorchiatore adibito all’assistenza alle immersioni subacquee ove è prevista anche l’assistenza del medico iperbarico (dott. Fabio Faralli) e l’installazione di camere iperbariche, i nostri operatori tecnici lavorano con attrezzature e robot come il R.O.V. (Remotely Operated Vehicle) che è un veicolo subacqueo filoguidato a controllo remoto, il L.A.R.S. (Launch and Recovery System) che è un ascensore per portare in acqua i sommozzatori in totale sicurezza e permette di gestire l’immersione direttamente alla superficie. Le operazioni sono eseguite a norma UNI 11366. Con noi è anche la partecipazione di personale della società SUBMARINER di La Spezia: quando hanno saputo di questa attività, da buoni liguri appassionati alla storia della nostra terra hanno tenuto a prestare collaborazione tramite i propri operatori tecnici subacquei”

Gli scopritori Edoardo Sbaraini e Gabriele Succi, “Rasta Divers”: “L’esperienza della scoperta di un relitto e la possibilità di partecipare alle operazioni di scavo in squadra con professionisti del calibro di Drafinsub è una grande soddisfazione e un privilegio. Al di là del dovere, segnalare il rinvenimento equivale a restituire un altro tassello della storia del nostro territorio e del nostro mare ed è la migliore gratificazione possibile”.

Francesco Olivari, sindaco di Camogli: “Il nostro territorio non smette di stupirci e grazie all’attività di prospezione in corso sul relitto da parte della Soprintendenza con lo sponsor Drafinsub, l’impegno verso la tutela e la ricerca getterà nuove luci sul nostro comune, sul nostro mare e sulla sua storia preziosa”

Alessandra Cabella

Verifica Preventiva Interesse Archeologico – Modalità di Accesso all’archivio scientifico della documentazione archeologica – 🌡️⚠️😷Aggiornamento 23/06/20

Si avvisano gli utenti che è nuovamente possibile accedere all’Archivio scientifico della documentazione archeologica per la redazione dei documenti di Verifica Preventiva di Interesse Archeologico.

Per presentare istanza di accesso, è necessario scaricare , compilare ed inviare via PEC l’apposito modulo disponibile nella sezione modulistica e contattare il Funzionario Archeologo competente per territorio (qui la lista).

Nei casi in cui la documentazione richiesta sia già disponibile in formato digitale verrà privilegiato, in luogo della consultazione in archivio, l’invio via posta elettronica della documentazione richiesta.
Si raccomanda la puntuale individuazione dei documenti richiesti per la consultazione, che devono essere dettagliatamente indicati nell’istanza. A tale scopo sarà al più presto reso disponibile su questa pagina l’elenco della documentazione disponibile in Archivio.

Nei casi in cui si renda necessaria la consultazione di materiale cartaceo in Archivio, l’accesso dovrà avvenire nel rispetto delle norme per la prevenzione e il contenimento del contagio da COVID19, e sarà possibile esclusivamente su appuntamento da concordarsi con il Funzionario Archeologo competente per territorio (qui la lista).
Sarà possibile la riproduzione della documentazione consultata, privilegiando l’uso di strumentazione del richiedente (fotocamera digitale, smartphone, scanner portatile, ecc.), per garantire il rispetto delle misure igienico-sanitarie vigenti.

Per accedere all’edificio presso la portineria di Palazzo Reale vige l’obbligo di compilare e presentare il modulo di autocertificazione scaricabile qui .
Durante tutta la permanenza presso la sede è obbligatorio di indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina) ai sensi delle norme vigenti per il contenimento del contagio epidemiologico da COVID-19. Per le stesse ragioni è fatto divieto all’utenza esterna di circolare presso gli uffici dei singoli funzionari o in altri spazi comuni diversi da quelli individuati per il ricevimento.

Tutte le richieste saranno protocollate e prese in carico entro i termini di legge, ma la necessità di adottare le suddette misure di sicurezza e di sottoporre il materiale alle misure di isolamento e quarantena dopo ogni consultazione potrebbe comportare una dilatazione dei tempi per l’accesso.

APPROFONDIMENTI

IL RELITTO CAMOGLI 1
In Mediterraneo sono rarissimi i relitti della prima età moderna che conservano resti strutturali di legno: paradossalmente conosciamo meglio le tecniche costruttive delle antiche navi romane rispetto a quelle
impiegate nel Mediterraneo nei secoli di passaggio tra il Medioevo e l’età moderna.

Per questo i resti dello scafo individuati e attualmente visibili (una parte estremamente limitata di quanto rimane sepolto), riconducibili ad una porzione della fiancata della nave, risultano così preziosi per l’archeologo: questa scoperta eccezionale offre l’occasione di studiare in dettaglio l’architettura navale di quell’epoca, nota solo attraverso scarni riferimenti della trattatistica navale e pochissimi relitti indagati, che
si contano sulle dita di una mano. La storia delle grandi marinerie mediterranee, tra cui quella degli stessi Genovesi, nonostante il ricco patrimonio archivistico di cui disponiamo, non ha tramandato i segreti più preziosi, le tecniche di costruzione navale che erano alla base della potenza politica e commerciale.

IL LUOGO DELLA SCOPERTA
All’interno dell’area C dell’Area Marina Protetta di Portofino, sui fondali di Porto Pidocchio nel comune di Camogli, una zona poco battuta dai subacquei e destinata alla sosta dei diportisti, a una cinquantina di metri
di profondità.

IL SERVIZIO TECNICO DI ARCHEOLOGIA SUBACQUEA DELLA SOPRINTENDENZA (S.T.A.S.)
Per scrivere la storia di un territorio è necessario raccogliere tutte le tracce del passaggio dell’uomo su di esso, comprese le testimonianze archeologiche e storiche che giacciono sul fondo dei mari, dei laghi e dei
fiumi. Attivo dal 1997, lo S.T.A.S. svolge compiti di coordinamento della ricerca, censimento, tutela, vigilanza, valorizzazione e fruizione del patrimonio archeologico e storico artistico subacqueo ligure.


Simon Luca TRIGONA è archeologo subacqueo e referente S.T.A.S. e si occupa della tutela archeologica del Comune di Genova: “Ogni nuova scoperta archeologica, soprattutto se di importanza internazionale
come quella che presentiamo oggi, è fonte di grandi emozioni, entusiasmi, ipotesi e supposizioni; ma ciò che adesso risulta prioritario è procedere immediatamente alla messa in sicurezza del sito tramite specifiche ed efficaci disposizioni condivise con l’Autorità Marittima e l’Area Marina Protetta di Portofino. Il progetto di ricerca e il suo staff è già al lavoro, anche se non possono essere negate le difficoltà tecniche di lavorare al limite delle possibilità operative della subacquea professionale; dovremo trovare i finanziamenti e avremo bisogno di tempo per l’organizzazione e l’esecuzione delle indagini, ma il nuovo relitto Camogli 1 sarà certamente una miniera di informazioni per la storia della marineria mediterranea e, forse, potrà porre fine
al lungo capitolo legato alla ricerca del famoso relitto raguseo del S. Spirito e Madonna di Loreto”.


Alessandra CABELLA è storico dell’arte subacqueo presso lo S.T.A.S. e referente della tutela storicoartistica per le unità territoriali Genova Sud-Est e Genova Nord-Ovest: “Il patrimonio tutelato, dalle grandi
evidenze alle tracce semi-sconosciute sul nostro territorio, costituisce un universo straordinario e multiforme, da proteggere e promuovere: il suo eccezionale plus valore è la sua naturale destinazione collettiva, la sua ideale appartenenza alla coscienza della nazione, contribuendo a costituirne l’identità culturale. La collaborazione coi subacquei e coi diving centres è particolarmente preziosa: segnalare una
scoperta non è solo un obbligo di legge. I due scopritori con la segnalazione di questo nuovo importantissimo relitto sono diventati parte attiva nella tutela di un patrimonio che costituisce parte
pulsante e identitaria delle nostre radici storiche e culturali”.

IL NUCLEO CARABINIERI SUBACQUEI GENOVA
Il Nucleo è composto da un’aliquota di subacquei e dalla Motovedetta CC 820 che svolge esclusivamente attività di supporto al reparto. La competenza territoriale si estende a tutto il nord Italia nello svolgimento di vari compiti: dall’attività di controllo e ispezione di siti archeologici sommersi alla ricerca di corpi di reato, armi, munizioni, sostanze stupefacenti, al soccorso delle popolazioni in alluvioni e per incidenti nelle acque.

GLI SCOPRITORI
Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, sommozzatori professionisti e titolari della ditta di lavori subacquei “Rasta Divers” di Santa Margherita Ligure, sono già autori di analoghi rinvenimenti eccezionali. Nelle loro
parole il racconto e l’emozione della scoperta: “Ci trovavamo nei fondali di una porzione di mare considerata di scarso valore riguardo al turismo subacqueo, ma storicamente significativa per le sue frequentazioni. L’immersione prevedeva di sfruttare i nostri veicoli subacquei (DPV) per coprire un’area relativamente grande compresa tra i 45 e i 55 metri di profondità ed è stato solo a pochi minuti dal termine del tempo di fondo pianificato che alcune grandi concrezioni e numerosi attrezzi da pesca incocciati in un fondale apparentemente fangoso hanno attirato la nostra attenzione. Al di sotto di questi “rifiuti” moderni affiorava una lunga serie ordinata di elementi in legno lavorati, associati ad altrettanti grandi chiodi ancora in posizione, ormai quasi irriconoscibili per via del concrezionamento. Vinta l’emozione iniziale e realizzato il potenziale interesse archeologico dell’area, abbiamo deciso di sfruttare gli ultimi minuti sul fondo per documentare in video quanto più possibile. Una volta terminata la decompressione sulla verticale e rilevate le coordinate GPS con la strumentazione di bordo, non restava che contattare il Servizio Tecnico di Archeologia Subacquea della Soprintendenza con il quale collaboriamo costantemente dal 2018, anno del nostro rinvenimento del relitto romano denominato Portofino 3 che portava anfore galliche.”

FONDAMENTALE!
Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004) definisce le scoperte fortuite sia sott’acqua sia sotto terra: “Chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all’autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute. Della scoperta fortuita sono informati, a cura del soprintendente, anche i carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale” (art. 90). Sia l’attività di ricerca archeologica sia le opere per il ritrovamento in qualunque parte
del territorio nazionale sono riservate esclusivamente alla Soprintendenza (art. 88), che può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l’esecuzione di queste attività (art. 89). In caso di ritrovamenti nel sottosuolo o sui fondali marini, non si è mai proprietari: le cose appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile (art. 91).

I COMMENTI


Manuela Salvitti, Segretario Regionale del MiBACT per la Liguria e Direttore ad interim della Soprintendenza: “Con questa iniziativa, che ha potuto avviarsi grazie alla sensibilità e professionalità dimostrata dagli scopritori, si concretizza un ulteriore e importante traguardo del lungo lavoro di ricerca della Soprintendenza, teso da sempre ad approfondire e valorizzare la storia remota di questo territorio anche attraverso lo studio dei suoi fondali marini: i primi risultati confermano il grande interesse del ritrovamento, in quanto la porzione di scafo visibile può essere riconducibile ad un relitto della prima età moderna, di cui oggi sono noti pochissimi esempi nel Mediterraneo.
Nel campo dell’archeologia subacquea, la Soprintendenza Ligure ha raggiunto un grado di competenza tecnica ed organizzativa riconosciuto a livello nazionale. La specifica e consolidata tradizione subacquea
ligure ha da sempre richiesto una particolare attenzione da parte del nostro Ufficio che, nonostante la significativa contrazione di personale degli ultimi anni, ha continuato a dedicare i propri sforzi al mantenimento di un nucleo operativo in grado di coordinare, per gli aspetti di competenza, le diverse istanze proprie dell’ambito marittimo e subacqueo regionale. Il restauro e la conservazione delle tracce
materiche di questo eccezionale patrimonio ritrovato, insieme all’attività di ricerca, costituiscono le basi per la sua tutela, ma nel contempo la valorizzazione di queste evidenze archeologiche deve diventare
l’occasione per tutti – istituzioni, studiosi e privati cittadini – per attivare un virtuoso processo educativo, formativo e partecipativo volto a restituire alle comunità locali la loro storia”.


Francesco Olivari, Sindaco di Camogli: “Anche in questo periodo di confinamenti il nostro mare è fonte inesauribile di scoperte che ci aprono a spazi ed epoche diverse. Grazie a questa scoperta eccezionale, col coordinamento della Soprintendenza e la collaborazione dei Carabinieri, le ricerche arricchiranno la conoscenza anche storica dei nostri fondali”.


Giorgio Fanciulli, Direttore dell’Area Marina Protetta Portofino: “Ancora una volta l’Area Marina Protetta di Portofino si è rivelata non solo uno scrigno di biodiversità, ma anche un tesoro sommerso di
storia che sconfina nella leggenda. Coi tesori in essa racchiusi rappresenta la località ideale per un nuovo modello di turismo che guidi l’ospite a condividere i valori del territorio e le sue radici culturali”

Alessandra CABELLA

Scoperto un nuovo sensazionale relitto nel mare di Camogli

COMUNICATO STAMPA


Il Covid e la quarantena non bastano a fermare la ricerca e la tutela. Nuovi tasselli della nostra storia prendono forma, sotto l’egida della Soprintendenza.

Un nuovo relitto è stato scoperto negli abissi di Camogli da due sommozzatori professionisti: Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, titolari della ditta di lavori subacquei “Rasta Divers” di Santa Margherita Ligure, già autori di un’importante scoperta sui fondali del promontorio di Portofino nel 2018.

Durante un’immersione a una cinquantina di metri di profondità nella zona di Porto Pidocchio, nell’Area Marina Protetta di Portofino, i due si sono imbattuti in una serie di elementi lignei disposti a pettine: subito
hanno colto l’importanza del rinvenimento, estremamente raro in quanto il legno difficilmente si conserva sul fondale se non viene sepolto dai sedimenti marini.

La loro tempestiva segnalazione alla Soprintendenza, prevista dalla legge, ha dato il via ad una serie di immersioni, in cui gli stessi scopritori hanno lavorato al fianco degli operatori subacquei della Soprintendenza e dei Carabinieri Subacquei per le operazioni di ricognizione e i primi necessari rilevamenti del sito, anche in presenza del Nucleo di Genova del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

I primi risultati confermano il grande interesse del ritrovamento, in quanto la porzione di scafo visibile può essere riconducibile ad un relitto della prima età moderna, di cui oggi sono noti pochissimi esempi nel
Mediterraneo. Gli studi ovviamente sono ancora in corso e, vista l’importanza del sito, la Soprintendenza sta sviluppando un ampio progetto di ricerca con partners internazionali, per precisarne datazione e caratteristiche tecnico-costruttive e tentarne, in ultimo, l’identificazione. Non è un mistero che lo specchio di mare di Punta Chiappa sia stato scenario nel 1579 del noto naufragio della grande nave ragusea Santo Spirito e S. Maria di Loreto, oggetto a partire dagli inizi degli anni ’70 del secolo scorso di ripetuti tentativi e successivi programmi di ricerca, la cui storia può essere ricostruita nel dettaglio grazie ai documenti conservati a Genova e in numerosi altri archivi italiani ed europei.

Genova, 19 giugno 2020

Alessandra CABELLA

Scoperto a Camogli una grande nave del ‘500 (VIDEO)

APPROFONDIMENTI

Ricevimento utenza esterna – 🌡️⚠️😷 Aggiornamento del 18.06.2020

Dal 18 giugno 2020 riprenderanno i ricevimenti dell’utenza esterna con i funzionari tecnici con competenza sul territorio, esclusivamente su appuntamento (da concordarsi con il funzionario), e solo nei casi in cui il ricevimento non possa essere espletato in modalità remota.

Per accedere all’edificio presso la portineria di Palazzo Reale vige l’obbligo di compilare il modulo di autocertificazione scaricabile qui .
Durante tutta la permanenza presso la sede è obbligatorio di indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina) ai sensi delle norme vigenti per il contenimento del contagio epidemiologico da COVID-19. Per le stesse ragioni è fatto divieto all’utenza esterna di circolare presso gli uffici dei singoli funzionari o in altri spazi comuni diversi da quelli individuati per il ricevimento.

Modalità di ritiro delle seconde copie allegate alle istanze: 🌡️⚠️😷aggiornamento del 20.07.2020

Dal 17 giugno 2020 sarà nuovamente possibile l’accesso degli utenti esterni per il ritiro delle seconde copie allegate alle istanze, come indicato sulle autorizzazioni ricevute via PEC.
Diversamente da come avveniva in precedenza, il ritiro sarà ora possibile nella sola giornata del lunedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

Per accedere all’edificio presso la portineria di Palazzo Reale vige l’obbligo di compilare il modulo di autocertificazione scaricabile qui .
Durante tutta la permanenza presso la sede è obbligatorio di indossare i dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina) ai sensi delle norme vigenti per il contenimento del contagio epidemiologico da COVID-19.

Organizzazione del Ministero – D.M. 21 del 28/01/2020

Con il  D.M. 21 del 28/01/2020 sono state istituite:

la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le provincia di La Spezia, con sede a Genova;

la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona, con sede a Genova.

Ai sensi dei decreti DG ABAP 646/2020 e 658/2020,
Soprintendente ad interim di entrambi gli Istituti è Manuela Salvitti.

Nelle more della riorganizzazione delle piante organiche e dell’organigramma degli Istituti di nuova creazione, tutto il personale delle Unità Territoriali continuerà a svolgere gli adempimenti di competenza sul territorio afferente.

Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza

Art. 103 Decreto Legge “Cura Italia” 17 marzo 2020, n. 18

1. Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020. Le pubbliche amministrazioni adottano ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati. Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell’amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall’ordinamento.

2. Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”.

3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano ai termini stabiliti da specifiche disposizioni del presente decreto e dei decreti-legge 23 febbraio 2020, n. 6, 2 marzo 2020, n. 9 e 8 marzo 2020, n. 11, nonché dei relativi decreti di attuazione.

4. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai pagamenti di stipendi, pensioni, retribuzioni per lavoro autonomo, emolumenti per prestazioni di lavoro o di opere, servizi e forniture a qualsiasi titolo, indennità di disoccupazione e altre indennità da ammortizzatori sociali o da prestazioni assistenziali o sociali, comunque denominate nonché di contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese comunque denominati.

5. I termini dei procedimenti disciplinari del personale delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ivi inclusi quelli del personale di cui all’articolo 3, del medesimo decreto legislativo, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, sono sospesi fino alla data del 15 aprile 2020.

6. L’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020.